The World’s 50 Best Restaurants 2026 ad Abu Dhabi: informazioni, comunicati, academy chair, sponsor e tutti i ristoranti italiani della classifica 2025

The World’s 50 Best Restaurants 2026 ad Abu Dhabi: informazioni, comunicati, academy chair, sponsor e la guida ai ristoranti italiani della classifica 2025

Abu Dhabi, novembre 2026. Dopo Torino, 50 Best sposta il proprio baricentro verso il Golfo e sceglie per la prima volta nella sua storia la capitale degli Emirati Arabi Uniti come palcoscenico della più osservata cerimonia della gastronomia internazionale. La città è ufficiale, il mese pure, mentre la data esatta resta ancora da annunciare: un dettaglio che, nel lessico impeccabilmente calibrato dei grandi eventi globali, non indebolisce l’attesa, la amplifica.


The World’s 50 Best Restaurants 2026 ad Abu Dhabi: mese confermato, data in arrivo e cosa sappiamo davvero

The World’s 50 Best Restaurants 2026, sponsorizzato da S.Pellegrino & Acqua Panna, si terrà ad Abu Dhabi nel novembre 2026. Per 50 Best si tratta di una prima assoluta nella capitale emiratina sul fronte della lista globale, dopo che la destinazione aveva già ospitato con continuità il format Middle East & North Africa’s 50 Best Restaurants, inclusa l’edizione del febbraio 2026.

La scelta non è neutra, e nemmeno soltanto geografica. Abu Dhabi non viene chiamata in causa come semplice sede logistica, ma come destinazione che ambisce ormai a parlare il linguaggio dell’alta gastronomia, dell’hospitality di fascia alta e delle grandi piattaforme reputazionali internazionali. È il segnale di un’ulteriore estensione del raggio d’azione di 50 Best: non più soltanto lista, ma infrastruttura globale di immaginario, relazioni, turismo e desiderabilità.


50 Best Restaurants 2026

Il programma di Abu Dhabi comprenderà alcuni dei format-cardine dell’universo 50 Best: #50BestTalks, le 50 Best Signature Sessions, il Chefs’ Feast e naturalmente la cerimonia conclusiva con il countdown della classifica mondiale.  In una città destinazione, capace di unire patrimonio culturale, ospitalità raffinata e scena gastronomica sempre più ambiziosa.

È una narrativa perfettamente coerente con il posizionamento che 50 Best costruisce da anni attorno ai propri eventi: non soltanto premiare, ma generare conversazione, attrarre viaggi, spostare l’attenzione di media, chef, brand partner e pubblico evoluto verso destinazioni che vogliono imporsi come nuovi poli del gusto contemporaneo.


Perché Abu Dhabi è una mossa strategica nel nuovo atlante del lusso gastronomico

Che 50 Best abbia scelto Abu Dhabi non sorprende più di tanto; semmai, sorprende la chiarezza con cui il brand sta accompagnando la gastronomia mondiale dentro una geografia sempre meno eurocentrica e sempre più connessa ai nuovi hub del lusso globale. Abu Dhabi arriva a questo appuntamento con una crescente reputazione internazionale, con una macchina turistica molto strutturata e con un partner istituzionale forte come il Department of Culture and Tourism – Abu Dhabi.

C’è poi un altro elemento da non sottovalutare. La città non ospita l’evento globale come corpo estraneo, ma dopo aver già fatto da cornice a diverse edizioni di MENA’s 50 Best Restaurants, inclusa quella più recente del 2026. In altre parole, non si tratta di un salto nel buio, ma dell’evoluzione di una relazione già consolidata fra destinazione e piattaforma.

Tradotto dal linguaggio dei comunicati a quello dell’ospitalità vera: 50 Best non sta soltanto portando il suo gala. Sta investendo su un luogo che vuole essere percepito come crocevia fra alta cucina, turismo premium, eventi internazionali e soft power culturale.


Programma 2026: #50BestTalks, Signature Sessions, Chefs’ Feast e countdown finale

Il programma ufficiale già annunciato offre una lettura molto chiara del format. #50BestTalks sarà il momento più riflessivo e teorico, con figure di primo piano dell’industria hospitality chiamate a condividere visioni e spunti. Le 50 Best Signature Sessions metteranno invece in dialogo talenti locali e ristoranti presenti o già emersi nel radar di 50 Best, trasformando la città in una piattaforma diffusa di cene ed esperienze. Il Chefs’ Feast, come da tradizione, resterà uno degli appuntamenti più simbolici e relazionali dell’intera settimana.

La cerimonia verrà inoltre trasmessa in diretta sul canale YouTube di 50 Best, mentre nei giorni e nelle settimane precedenti saranno annunciati sia la lista 51-100 sia una serie di premi speciali. È un dispositivo comunicativo raffinato: l’evento non si esaurisce in una sola sera, ma si costruisce per accumulo di attenzione.


Voto, Academy e integrità del sistema: come funziona davvero la macchina 50 Best

Uno degli asset più forti del marchio resta il suo meccanismo di voto. The World’s 50 Best Restaurants dichiara che la classifica nasce dai voti della The World’s 50 Best Restaurants Academy, composta da 1.120 esperti internazionali, con equilibrio di genere 50/50, ripartiti in 28 regioni del mondo. Ogni regione dispone di un panel di 40 membri, incluso il rispettivo chairperson, e almeno il 25% del panel viene rinnovato ogni anno.

Altro dettaglio essenziale: né i dipendenti dell’organizzazione né quelli degli sponsor fanno parte dell’Academy. 50 Best insiste inoltre sul fatto che sponsor e partner non influenzino l’esito del ranking. Sul piano della legittimazione formale, il processo è affidato alla supervisione indipendente di Deloitte, indicata come official independent adjudicator della classifica.

Come sempre, questo non rende la graduatoria “assoluta” nel senso filosofico del termine, ma la conferma come uno dei più potenti strumenti reputazionali esistenti oggi nel mondo della ristorazione internazionale.


The World’s 50 Best Restaurants 2025: il precedente di Torino e il trionfo di Maido

Per capire il peso della prossima edizione emiratina, basta guardare a ciò che è accaduto nel 2025. La classifica rivelata a Torino il 19 giugno 2025 ha raccolto ristoranti provenienti da 32 città e 22 Paesi, con 10 nuove entrate e 4 re-entry. Sul gradino più alto è salito Maido di Lima, che da quel momento entra nel club dei Best of the Best e diventa quindi non più eleggibile per le edizioni successive.

La cerimonia torinese ha avuto anche una forte impronta italiana sul piano simbolico: Massimo Bottura e Lara Gilmore hanno ricevuto il Woodford Reserve Icon Award 2025, ulteriore conferma del peso reputazionale che l’Italia continua ad avere all’interno del racconto 50 Best, anche oltre la classifica pura.


Ristoranti italiani nella classifica 50 Best Restaurants 2025: tutti i nomi da citare davvero

Nel 2025 l’Italia piazza sette indirizzi nella Top 100 mondiale, di cui sei nella Top 50 e uno nella fascia 51-100. È una fotografia importante: non una presenza episodica, ma una costellazione di case molto diverse per geografia, linguaggio e stile, capaci però di restituire insieme un’idea forte della cucina italiana contemporanea.

1-100 RANK ITALY 2025 – LE TABELLE RIPRODUZIONE RISERVATA (@) DI ALTISSIMO CETO POWERED BY LUXURY BUREAU
Guida AltissimoCeto. La presenza italiana nella classifica The World’s 50 Best Restaurants 2025 restituisce una mappa di indirizzi che parlano linguaggi differenti – lago, montagna, Adriatico, Langhe, Veneto, Abruzzo, Emilia – ma condividono una stessa tensione verso eccellenza, identità e riconoscibilità internazionale.
Rank Ristorante Città Chef / figura guida Lettura AltissimoCeto
16 Lido 84       !(CHIUSO APRILE 2026)! Gardone Riviera Riccardo Camanini Una delle tavole più magnetiche del Garda: pensiero, tecnica e memoria italiana riletta con modernità, profondità e misura.
18 Reale Castel di Sangro Niko Romito Minimalismo solo apparente: un laboratorio di rigore assoluto in cui la sottrazione si trasforma in intensità pura.
20 Atelier Moessmer Norbert Niederkofler Brunico Norbert Niederkofler La montagna non come scenario ma come metodo: identità territoriale, visione e raffinatezza ad altissima quota.
31 Le Calandre Rubano Massimiliano Alajmo Un classico contemporaneo dell’alta cucina italiana: fondativo, autorevole, sempre capace di sorprendere.
32 Piazza Duomo Alba Enrico Crippa Ad Alba una tavola nobile, lirica, stagionale: eleganza vegetale e langarola letta con altissima sensibilità.
43 Uliassi Senigallia Mauro Uliassi Tra mare, luce e intelligenza gastronomica, Uliassi resta un classico contemporaneo di straordinaria naturalezza e dalla calda umanità.
92 Al Gatto Verde Modena Jessica Rosval Ingresso che amplia il racconto italiano: fuoco, materia, sostenibilità e una cifra più boschiva, intensa, contemporanea.
Nota AltissimoCeto. Fuori dalla classifica attiva ma centrale nella storia del premio resta Osteria Francescana, ormai parte del ristretto novero dei Best of the Best.

Verdetto AltissimoCeto

La fotografia italiana restituita da 50 Best Restaurants 2025 è di notevole spessore: lago, montagna, Adriatico, Langhe, Veneto, Abruzzo, Emilia. Non c’è una sola Italia, ma molte Italie, e proprio questa pluralità è la nostra forza più grande. Da una parte i grandi classici che restano intoccabili; dall’altra case che continuano a spingere in avanti ricerca, rigore e stile senza perdere identità.


Academy Chair chi sono i “registi” del voto

 

THE WORLD’S 50 BEST RESTAURANTS – ACADEMY CHAIRS 2026
ALTISSIMOCETO(@)
Guide e tabelle Powered by AltissimoCeto. Di seguito i chair delle 28 aree geografiche della Academy dei World’s 50 Best Restaurants:
nomi, account Instagram pubblici, area di riferimento e una breve bio di contesto editoriale.
Nome Instagram Area di riferimento Breve bio
Leen Al Zaben @leenalzaben Middle East Imprenditrice culinaria di Amman, lavora tra cucina, fotografia, scrittura e workshop gastronomici con una forte vocazione al racconto del cibo come linguaggio culturale.
Alexandra Carlton @alexandrawrites Oceania Giornalista australiana con circa vent’anni di carriera, firma di Gourmet Traveller, Qantas, The Australian e altre testate food & travel.
Jung-Yoon Choi @choi.keats Korea Chef, ricercatrice e autrice, formata tra El Bulli e Alicia Foundation; guida il Sempio Korean Fermentation & Culinary Research Center ed è fondatrice di NANRO Foundation.
Xanthe Clay @xantheclay UK & Ireland Chef di formazione Leith’s poi divenuta food writer, con rubriche e collaborazioni per Telegraph, BBC e varie riviste gastronomiche britanniche.
Eleonora Cozzella @ele_cozzella Italy Giornalista e firma di riferimento del food italiano, scrive per Repubblica e La Stampa, ha pubblicato libri premiati e insegna giornalismo gastronomico alla LUISS.
Mohamed El Baroudi @lebaroude North & West Africa Basato a Marrakech, è CEO di una luxury tea company con forte profilo internazionale e una conoscenza ampia delle scene gastronomiche di Marocco, Africa e oltre.
Marta Fernández Guadaño @mfguada Spain & Portugal Economista e giornalista, fondatrice di Gastroeconomy, osserva la gastronomia iberica da una prospettiva insieme editoriale, economica e di tendenza.
Daniel Greve @danielgreve South America (South, excl. Brazil) Food & wine writer cileno, assaggiatore professionale di olio e fondatore di Emporio Creativo, con una lunga esperienza nella critica enogastronomica del Cono Sud.
Christian Grünwald @ch.gruenwald Austria, Switzerland, Hungary & Slovenia Storico editor-in-chief del magazine austriaco A La Carte, da oltre trent’anni osserva e racconta l’alta ristorazione dell’Europa centrale.
Lorraine Haist @lorrainehaist Germany Giornalista food & lifestyle con base a Berlino, già editor di Welt am Sonntag ed Elle, oggi firma freelance attiva tra cibo, design e viaggio.
Takefumi Hamada @takefumi.hamada Japan Esperto gastronomico di Tokyo, grande viaggiatore e figura mediatica, dichiara di aver visitato tutti i ristoranti della classifica 2025 e lavora anche sulla promozione del turismo gastronomico giapponese.
Siddhaarth Jalan @sidjalan India & Subcontinent Segue ristorazione, nightlife e hotellerie per The Times of India ed è una delle figure più inserite nel sistema degli awards hospitality del subcontinente.
Susan Jung @susanjungfood Hong Kong, Macau, Taiwan Firma di Vogue Hong Kong, già storica food & drinks editor del South China Morning Post, autrice di libri e voce autorevole sulla scena asiatica.
Litti Kewkacha @litsfree South-East Asia (North) Gastronomo con base a Bangkok, viaggiatore instancabile e imprenditore attivo nell’hospitality e nel leisure sotto il cappello Kacha Brothers.
Nicola Lee @singaporefoodbutler South-East Asia (South) Appassionata di food & wine con base a Singapore, contributor di Tatler Asia e altre guide di settore, con formazione in hotel management e sensibilità da insider del lusso asiatico.
Alexandra Michot @lamichot* France Food writer parigina con oltre vent’anni di carriera, già Le Figaro, oggi deputy editor-in-chief di Elle à Table e figura ben introdotta nella scena gastronomica francese.
Paola Miglio @paola.miglio South America (North) & Caribbean Tra le firme di riferimento del Perù, è critica per El Comercio, partner-editor di El Trinche e co-fondatrice del database La Higuera dedicato alle donne del settore.
Virginia Miller @virginiamiller.sf West USA & West Canada Food & drink writer di San Francisco, con trascorsi in Zagat, Table8 e Time Out, ha fondato The Perfect Spot ed è una presenza consolidata tra ristorazione e bar scene nordamericana.
Crystyl Mo @crystylmo Mainland China Veterana del food media in Cina, già Time Out Shanghai, commentatrice e advisor, osserva da anni l’evoluzione della ristorazione cinese ad alto livello.
Rosa Moraes @rosamoraes5 Brazil Educatrice e columnist per Vogue Brazil, ha avuto un ruolo pionieristico nella formazione gastronomica brasiliana, promuovendo cultura e istruzione culinaria da oltre 25 anni.
Valentina Ortiz Monasterio @valeomg Mexico and Central America Con studi al Le Cordon Bleu, ha fondato Animal Gourmet e sviluppato un progetto vinicolo in Baja California, unendo food culture, media e public affairs.
Ekaterina Pugacheva da verificare Russia, Central Asia & Eastern Europe Owner ed editorial director di Argento Group, è anche editor-in-chief di Posta Gourmet e combina editoria di viaggio, gastronomia e cultura internazionale.
Jamila Robinson @jamilarobinson East USA & East Canada Editor di grande profilo nel giornalismo food statunitense, con passaggi in testate di primo piano e una forte autorevolezza nel racconto culturale della ristorazione.
Tamsin Snyman @tamsinsnyman South & East Africa Basata a Cape Town, lavora tra consulenza culinaria, editoria di cookbooks e critica gastronomica, con un lungo passato alla guida dei Platinum Fine Dining Awards in Sudafrica.
Per Styregård @perstyregard Scandinavia & Baltics Food & wine writer di Stoccolma, autore e columnist, co-fondatore della Circular Gastronomy Challenge e osservatore autorevole della scena nordica.
Renée Suen @renee.s.suen Mid USA & Mid Canada Giornalista e fotografa specializzata in ristorazione e viaggi, con base a Toronto e una lunga esperienza nel racconto del gusto nordamericano.
Cemre Torun @ceminers Turkey, Greece & the Balkans Food writer, editor e consultant con base a Istanbul, già food editor di Vogue Turkey, GQ e Condé Nast Traveller Turkey, co-fondatrice del format YEDI.
Femke Vandevelde @femke_vandevelde Benelux Critica gastronomica e literary scholar, scrive per testate come De Morgen, Monocle e National Geographic, cura festival e progetti editoriali legati al cibo.
Nota redazionale. * Per Alexandra Michot il handle @lamichot è riportato in menzioni pubbliche su Instagram. Per Ekaterina Pugacheva, invece, è preferibile mantenere la dicitura “da verificare” finché non emerga un profilo pubblico inequivocabile.

Cosa racconta davvero Abu Dhabi 2026 alla ristorazione internazionale

La mossa Abu Dhabi racconta una verità molto semplice: oggi la ristorazione di vertice non viene più consacrata soltanto nei luoghi storici del gusto occidentale, ma anche nei nuovi snodi dove si incontrano turismo alto-spendente, grandi investimenti, destinazioni aspirazionali e una precisa volontà di accreditamento culturale. 50 Best lo ha capito perfettamente, e agisce di conseguenza.

In questo scenario, l’Italia arriverà a novembre 2026 con un capitale reputazionale tutt’altro che marginale. Sette indirizzi nella Top 100 del 2025, una presenza fortissima nei racconti laterali della manifestazione e una legacy ormai storica dentro il sistema 50 Best significano una cosa sola: quando la grande gastronomia globale si mette in scena, il nostro Paese non entra in sala in punta di piedi.


Sponsor 50 Best Restaurants 2026: partner dichiarati in aggiornamento

Partner principali e sponsor citati:

  • Department of Culture and Tourism – Abu Dhabi – Official Host Destination Partner
  • S.Pellegrino & Acqua Panna – Main Partner & Official Water Partner; sponsor di The World’s Best Restaurant 2026
  • SevenRooms – Official Booking Platform Partner; sponsor di SevenRooms Icon Award
  • DoorDash – Official Delivery Partner
  • Estrella Damm 0.0% – Official Malt Beverage Partner; sponsor di Estrella Damm 0.0% Chefs’ Choice Award
  • Sosa – Official Ingredients for Chefs Partner; sponsor di The World’s Best Pastry Chef Award
  • illycaffè – Official Coffee Partner; sponsor di Champions of Change Award
  • Aspire Lifestyles – Official Concierge Partner; sponsor delle ceremonial scarves
  • Parmigiano Reggiano – Official Cheese Partner; sponsor di 50 Best Restaurants Scholarship
  • Lee Kum Kee – Official Sauce & Condiments Partner
  • Kaviari – Official Caviar Partner
  • Classic Fine Foods – Official Food Distribution Partner
  • Elle & Vire Professionnel – Official Dairy Partner; sponsor di The World’s Best Female Chef Award

Conclusione

Non sarà una semplice premiazione. Abu Dhabi 2026 si annuncia come uno di quegli appuntamenti destinati a funzionare insieme da gala, da termometro del settore e da strumento di posizionamento internazionale. 50 Best continua a fare ciò che sa fare meglio: trasformare una classifica in un rito di consacrazione globale. E in quel rito, ancora una volta, l’Italia avrà tutte le ragioni per reclamare il proprio posto nel salotto buono.